Recensione. "Ti regalo il cielo" di Giulia Arnetoli

venerdì 10 novembre 2017


Titolo: Ti regalo il cielo
Autore: Giulia Arnetoli
Pubblicato: 2017
Editore: Augh edizioni
Genere: narrativa
Pagine: 192
Cartaceo: € 14,00


Trama:


“Marta si girò a guardarmi: scuoteva la testa piangendo e ridendo allo stesso tempo. Roteava sulla sua carrozzina come una trottola e un’energia inconsueta, che ormai non le apparteneva da tempo, la ricoprì facendola brillare. Le avevo donato un pezzo di cielo; avevo ridato a mia sorella la libertà che aveva perduto e con essa un po’ di serenità”.
Sole è una giovane ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo a Firenze. La scuola non sembra interessarle, non condivide nulla con le sue compagne di classe e il rapporto con i suoi genitori è accompagnato da un silenzio di monotona finzione. Ma non è sempre stato così. Tutto è cambiato da quando Marta, sua sorella maggiore, è morta lasciandola imprigionata in una famiglia nella quale stenta a riconoscersi. L’unica cosa che riesce a farla sentire veramente viva sono i fumetti che disegna e con i quali partecipa a un concorso per lavorare con un grande editore. Le sue giornate scorrono lentamente finché non ritrova una foto di Marta che la porta a indagare sul suo passato che ora sembra non appartenerle più. Inizia così un percorso che la metterà a dura prova ma che, forse, riuscirà a lenire un po’ del dolore che quelle cicatrici indelebili le hanno lasciato.

La mia recensione:
 
Sole è una diciannovenne piuttosto particolare, a scuola non lega con le sue coetanee e in famiglia vive una situazione difficile. Dalla morte della sorella maggiore, Marta, l'atmosfera in casa è fatta di silenzi e i genitori di Sole, presi dal lutto che li ha colpiti, sembrano aver perso di vista il rapporto con l'unica figlia rimasta. La scomparsa dell'amata sorella ha segnato moltissimo l'esistenza di Sole, l'unico rifugio che le resta è il disegno ed è proprio il sogno di diventare una disegnatrice di fumetti a dare un senso alle sue giornate, che altrimenti scorrono nella monotonia e nel rimpianto. 
Il ritrovamento in soffitta di una vecchia foto di Marta bambina sarà per Sole l'inizio di un profondo cambiamento e stravolgerà il rapporto con i suoi genitori. 
La cosa che più mi ha colpito di questo libro è il senso di malessere che si registra sin dalle prime pagine. Il disagio di Sole è tangibile come pure la sofferenza dei genitori, colpiti da un dolore atroce come solo la perdita di un figlio può essere. Malgrado l'impatto iniziale non definirei "Ti regalo il cielo" una storia triste piuttosto un romanzo di formazione che invita alla speranza e suggerisce il perdono come chiave di volta per una vita felice.
Ricordo di aver letto tempo fa questa frase:

"I più deboli si vendicano, i più forti perdonano e i più felici dimenticano".

Il senso del libro credo sia proprio questo, un invito a perdonare e se possibile dimenticare non le persone ma quelli che possono essere i torti subiti andando avanti nel nostro percorso e rendendo unica la nostra vita.
Ho letto questo libro su invito dell'autrice, che ringrazio, incuriosita dalla sua trama originale. Ho scoperto una storia apprezzabile e con una buona descrizione dei personaggi, un po' eccessive però le  similitudini nella narrazione che purtroppo hanno appesantito la lettura.

La mia valutazione:
Storia tre stelle, personaggi tre stelle, stile due stelle e mezzo.

Giudizio finale tre stelle su cinque.

Alla prossima recensione


Note sull'autrice:

Giulia Arnetoli è nata a Firenze. 
Dopo essersi laureata nel 2005 in Scienze forestali e ambientali, è diventata insegnante di scuola primaria. Appassionata di libri e fumetti, ha scritto poesie e romanzi incompiuti fino al 2010, anno in cui la malattia della figlia maggiore le ha dato la giusta spinta emotiva per dar vita alla sua prima pubblicazione. Ti regalo il cielo è il suo libro di esordio.

Recensione "L'ipnotista" di Lars Kepler

lunedì 2 ottobre 2017

Titolo: L'ipnotista
Autore: Lars Kepler
Pubblicato: 2010
Editore:Longanesi
Genere: Thriller 
Pagine: 589
Cartaceo: € 18,60
Ebook: € 7,99


Trama:

Si chiama Erik Maria Bark ed era l'ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l'ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l'8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l'accento finlandese. C'è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell'accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l'assassino vuole terminare l'opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C'è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l'ipnosi funziona. Quello che l'ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito... 

La mia recensione:

Devo ammettere che con l'età sono diventata una fifona patologica. Non che prima mi dedicassi a maratone serali di film horror, no di certo, invecchiando però sto irrimediabilmente peggiorando al punto da non riuscire più a vedere gran parte dei film che passano in tv. Paradossalmente adoro da sempre leggere i libri che trattano il genere mistery & co. e di recente mi sono appassionata al giallo nordico, che avevo snobbato per anni. La premessa è doverosa per spiegarvi che, come è vero che  adoro tuffarmi nella lettura di thriller e gialli psicologici, è anche vero che non tutte le ciambelle vengono col buco.
Non avevo mai letto nulla di Lars Kepler, pseudonimo utilizzato dai coniugi Alexander e Alexandra Ahndori, e avendone sentito parlare in termini entusiastici da un'amica lettrice mi sono lasciata tentare. Per iniziare ho pensato fosse bene partire dal loro primo libro, L'ipnotista, il primo con protagonista l'ispettore di origini finlandesi Joona Linna.
La storia è ambientata in Svezia, a Stoccolma, e inizia con una vera e propria mattanza. Un uomo viene trovato brutalmente assassinato in una palestra e nella sua casa la polizia trova il resto della famiglia fatto a pezzi.  Unico sopravvissuto alla furia omicida dell'assassino è il sedicenne Josef Ek, uno dei figli, che potrebbe essere l'unico in grado di riconoscere il colpevole. L'ispettore Jonna Linna, con lo scopo di capire quanto accaduto la sera del massacro e nel tentativo di salvare la sorella maggiore di Josef che non era a casa, si rivolge a un famoso psicoterapeuta, Erik Maria Bark.
L'idea di Linna è quella di sottoporre il ragazzo, malgrado le terribili condizioni in cui è stato trovato, a una seduta di ipnosi ma Erik Bark non è della stessa opinione, inoltre ha promesso a se stesso di non praticare più l'ipnosi. Linna riuscirà comunque a convincere Erik a ipnotizzare Josef e il suo resoconto sarà sconvolgente. L'aver praticato l'ipnosi metterà Erik in una situazione di difficoltà crescente che culminerà nel rapimento del figlio Benjamin. Da qui in poi ha inizio un'altra parte della storia in cui il ruolo del protagonista si sposta da Jonna a Erik. Nel tentativo di salvare il figlio, il dottor Bark dovrà ripercorrere a ritroso gli eventi degli ultimi anni della sua attività di psicoterapeuta scandagliando tra i suoi vecchi pazienti alla ricerca di un potenziale responsabile del rapimento.     
La trama iniziale è di per sé originale anche se si esaurisce abbastanza rapidamente. Il colpevole del massacro di Stoccolma viene chiarito quasi immediatamente e l'intera vicenda ha il semplice senso di offrire al lettore un aggancio alla seconda parte del libro, che ho trovato assolutamente slegata dalla prima. Nei flashback riguardanti il gruppo di pazienti di Erik curati con l'ipnosi non ho trovato gli approfondimenti necessari per comprendere le personalità dei singoli individui. Al contrario mi sono sembrate assolutamente superflue le numerose descrizioni di luoghi, personaggi e azioni che infarciscono il libro qua e là con l'unico senso di allungarne il numero di pagine.
Buono comunque il finale, per quanto possa sembrare appartenere a una storia diversa rispetto a  quella iniziale.
Dal libro è stato tratto anche un discreto film del 2012 diretto da Lasse Hallström. Arrivata a un punto in cui la lettura mi stava annoiando mortalmente, ho deciso di vedere il film e devo riconoscere che l'ho apprezzato e mi ha incoraggiato a finire il libro. Costruendo la sceneggiatura solo sulla prima parte della trama il regista ha fatto quello che avrei suggerito anche io, tagliare almeno 200 pagine. Mi sembra scontato sottolineare quanto questa lettura mi abbia poco entusiasmato ma l'interesse nei confronti del giallo nordico non è cambiato e l'intenzione resta quella di continuare a scoprirne altri autori. 
Se avete già letto il libro e avete la possibilità di guardare il film di Hallström potreste trovarlo un thriller interessante. Eccovi il link al trailer L'ipnotista.

Il mio giudizio:
storia tre stelle, stile tre stelle, personaggi due stelle. 
Complessivamente tre stelle su cinque.


Alla prossima recensione!




Note sull'autore:  

Lars Kepler, pseudonimo di Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, sono una coppia di scrittori svedesi. I due coniugi vivono a Stoccolma con le loro tre figlie, vicino alla centrale di polizia. Entrambi scrittori, decidono di sospendere momentaneamente nel 2009 le loro carriere, provando a scrivere un romanzo giallo a quattro mani. Per mantenere la separazione tra la loro nuova avventura e le rispettive carriere, entrambe non indirizzate verso questo genere letterario, decidono di inviare il manoscritto con lo pseudonimo Lars Kepler. Il risultato di questa collaborazione è il romanzo best-seller del 2010 L'ipnotista, che arriva a vendere in Italia oltre 300.000 copie e scalza dalla vetta delle classifiche svedesi la trilogia di Larsson.

Vincitori Souvenir de Paris Giveaway

domenica 10 settembre 2017


Buona domenica lettori!

Finalmente vi posso svelare i vincitori del Giveaway, perdonate l'attesa.
Prima però vorrei ringraziare tutti voi che seguite la pagina, il blog e avete partecipato al gioco. Questo è il primo Giveaway dopo la lunga pausa estiva e spero vi siate divertiti a giocare con me e  Maria Antonietta.
Direi che, senza farvi attendere ancora, è giunto il momento di proclamare i vincitori.
Eccovi il risultato dell'estrazione...

 Vince il Souvenir de Paris Giveaway Anna Magnani che si aggiudica il libro  di Carolly Erickson "Il diario segreto di Maria Antonietta.

 
più un segnalibro a scelta tra questi. Anna riceverai a breve una mia mail.


Jane Tempest, Marianna Di Lorenzo e Micaela Catanese vincono un segnalibro ciascuna. La scelta avverrà in ordine di estrazione.  Anche voi riceverete a breve una mail.

Complimenti a tutti i vincitori!!!
Nel ringraziarvi per aver aver partecipato al Giveaway vi invito a continuare a seguire la pagina e il blog perché ci saranno presto altri eventi...un piccolo anticipo? Se amate i thriller non potete perde il prossimo appuntamento!

Grazie a tutti!
A presto.
 

Souvenir de Paris Giveaway

venerdì 1 settembre 2017

Buongiorno lettori,

e buon settembre a tutti voi! Come sono andate le vostre vacanze? Le mie direi molto bene. Ho visitato una città meravigliosa, Parigi, vedendo tutto ciò che era umanamente possibile in una settimana.
Figlia, come molte di voi, di Lady Oscar sono sempre stata affascinata dalla storia francese e dalla figura della regina Maria Antonietta. Inutile dirvi che non vedevo l'ora di visitare Versailles e i palazzi del Grand e Petit Trianon, uno dei momenti che più ho apprezzato in questo viaggio ( per la gioia del mio accompagnatore 😁). Eccovi qualche foto del mio tour.







Versailles mi ha incantato e volendo condividere parte di questo incanto con voi ho pensato a un piccolo Giveaway, per ricordare Parigi e magari allontanare la nostalgia da fine estate. Il gioco parte oggi e termina sabato 9 settembre alle ore 22.00.


Per giocare occorre:
 -Commentare questo post inserendo una mail valida dove per contattarvi in caso di vincita (mi raccomando controllate la mia risposta).
-Condividere l'evento utilizzando il post che troverete sulla pagina facebook e taggando almeno tre amici lettori.
-Mettere il like alla pagina  i libri di Katherine.
-Unirsi ai lettori fissi del blog.
-Seguire Katherine su tutti gli altri social: Instagram, twitter, Google...(opzionale ma sempre gradito).

Come si gioca: 
Assegnerò un numero sotto il vostro commento. Il vincitore (o vincitrice) sarà estratto tramite sito Random.org e verrà proclamato nella giornata di domenica 10 settembre.

 
Cosa si vince:
Maria Antonietta sarà la protagonista praticamente assoluta del gioco per questo ho scelto per il primo estratto un libro incentrato sulla sua figura " Il diario segreto di Maria Antonietta" di Carolly Erickson una biografia romanzata della vita della regina scritta in forma di diario. 
Il vincitore riceverà anche un segnalibro a scelta tra i quattro acquistati appositamente per voi a Versailles e al museo d'Orsay. I restanti tre segnalibri saranno assegnati come premio di consolazione al secondo, terzo e quarto estratto.


Mi sembra di avervi detto tutto.😊Per qualsiasi dubbio o perplessità potete contattarmi tramite messaggio sulla pagina facebook o scrivermi alla mail ilibridikatherine@gmail.com. Spero di aver trovato anche questa volta un gioco divertente per voi lettori. Non mi resa che ricordarvi di condividere il più possibile e augurarvi come sempre...

 BUON GIVEAWAY A TUTTI! 


 


Recensione "Sete" di Jo Nesbo

mercoledì 9 agosto 2017

Titolo: Sete
Autore: Jo Nesbo
Pubblicato: 2017 
Editore: Einaudi
Genere: Thriller 
Pagine: 640
Cartaceo: € 22,00
Ebook: € 9,99



Trama:

A tre anni dalle nozze con Rakel, Harry Hole, ormai vicino alla cinquantina, sembra aver trovato un suo equilibrio e la forza per tenersi alla larga dai guai. Da tempo ha chiuso con l'alcol e per lui non ci sono più casi e indagini sul campo, solo un tranquillo incarico come docente alla scuola di polizia di Oslo. Ma in città due donne vengono uccise nella propria abitazione a distanza di pochissimi giorni, e una terza viene ritrovata ferita sulle scale di casa. A collegare le vittime, il fatto che tutte e tre fossero iscritte a Tinder. E un segno inconfondibile, quasi una firma raccapricciante, lasciata sui loro corpi.

La mia recensione: 

Nesbo è uno di quegli autori che mi ha sempre affascinato e di cui non avevo ancora letto nulla. Ammetto che cominciare con l'ultimo libro pubblicato non è consigliabile per apprezzare un autore del suo calibro, in ogni caso il libro è stato una piacevole scoperta.
Il detective Harry Hole, il protagonista, per amore e forse un po' per stanchezza ha abbandonato da tempo il suo lavoro alla sezione Omicidi della Polizia di Oslo. Ha smesso di bere e ritrovato un suo equilibrio grazie a Rakel, la donna che ama, e al lavoro come insegnante alla scuola di Polizia. Ma la sua tranquillità non è destinata a durare a lungo. 
I corpi senza vita di due donne vengono ritrovati a pochi giorni di distanza. Ognuna delle vittime è stata uccisa nel proprio appartamento, dopo aver partecipato a un appuntamento al buio, ed entrambe vengono ritrovate con ferite e segni di morsi provocati da una dentiera di ferro. La polizia scoprirà che il killer, dopo aver ucciso le donne, ne ha bevuto il sangue. Non si tratta di nuova conoscenza per Harry Hole, ma di un assassino già scampato alla cattura anni fa.
Il detective verrà richiamato in servizio da Michael Bellman, capo della polizia, per formare una squadra composta da uomini scelti da lui ed operare parallelamente alla sezione Crimini violenti guidata da Katrine Bratt. Con il suo gruppo ristretto di uomini fidati e l'aiuto di uno psicologo esperto di vampirismo, Hallestein Smith, il detective Hole si butterà anima e corpo sulle tracce dell'assassino, tornando a fare nuovamente i conti con i suoi demoni.  
Malgrado questo sia stato il  mio primo libro di Nesbo, ho apprezzato lo stile fluido ed efficace in una narrazione ricca di suspense e colpi di scena. La storia è ben costruita ed originale, l'unica osservazione riguarda il finale che ho trovato leggermente rocambolesco ma sicuramente di effetto. La figura del protagonista principale mi ha conquistata immediatamente. Nonostante la stanchezza e gli anni, Hole è un personaggio carismatico a cui ci si affeziona presto. Il passato turbolento da alcolista, l'amore incondizionato per la moglie Rakel e l'ossessione nei confronti di un lavoro di cui non può fare a meno ne fanno una personaggio davvero intrigante. Un vero peccato, nel mio caso, averne perso l'evoluzione negli anni. Per comprendere le caratteristiche personali del detective andrebbero infatti letti almeno i due libri precedenti a questo, "Lo spettro" e " Polizia".
Non fatevi scoraggiare dal numero delle pagine perché la lettura è scorrevole e la storia cattura presto l'interesse del lettore. Come nuova fan di Nesbo e del noir norvegese non mi resta che consigliarne la lettura. Personalmente credo che riprenderò dal primo libro, "Il pipistrello", arrivando almeno fino a "L'uomo di neve" di cui è prevista l'uscita dell'omonimo film il prossimo autunno.

Il mio giudizio quattro stelle e mezzo su cinque.

Alla prossima recensione.
  


Note sull'autore:

Jo Nesbo è nato a Oslo nel 1960. Prima di diventare uno dei più grandi autori di crime al mondo si è cimentato in mille mestieri. Ha giocato a calcio nella serie A del suo paese, ha lavorato come giornalista freelance, ha fatto il broker in borsa. "Sete" è il suo ultimo lavoro.

 

Recensione"La più amata" di Teresa Ciabatti

lunedì 7 agosto 2017

Titolo: La più amata
Autore: Teresa Ciabatti
Pubblicato: 2017 
Editore: Mondadori
Genere: biografia
Pagine: 228
Cartaceo: €18,00
Ebook: €9,99

Trama:

 "Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l'orgoglio, l'amore del Professore." Il Professore - un inchino in segno di gratitudine e rispetto - è Lorenzo Ciabatti, primario dell'ospedale di Orbetello. Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, rinunciando a incarichi più prestigiosi, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice, un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata. È lei la bambina speciale che fa il bagno nella smisurata piscina della villa al Pozzarello, che costruisce un castello d'oro per le sue Barbie coi 23 lingotti trovati in uno dei cassetti del padre. Teresa: l'unica a cui il Professore consente di indossare l'anello con lo zaffiro da cui non si separa mai. L'anello dell'Università Americana, dice lui. L'anello del potere, bisbigliano alcuni - medici, infermieri e gente del paese: il Professore è un uomo potente. Teresa che dall'infanzia scivola nell'adolescenza, e si rende conto che la benevolenza che il mondo le riserva è un effetto collaterale del servilismo nei confronti del padre. La bambina bella e coccolata è diventata una ragazzina fiera e arrogante, indisponente e disarmante. Ingrassa, piange, è irascibile, manipolatrice, è totalmente impreparata alla vita. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Ormai adulta, Teresa decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive. 

La mia recensione: 

A volte mi capita di leggere libri perché incuriosita dal fatto che siano arrivati finalisti a qualche premio letterario, allora mi infilo in queste storie cercando quella che penso essere la "perfezione narrativa". Non è questo il caso. Mi sono avvicinata al libro di Teresa Ciabatti senza pretese, affascinata più dalla cover che dalla nomina al premio Strega, e ne ho scoperto un memoriale spietato di quella che è stata la vita dell'autrice e del rapporto con suo padre, Lorenzo Ciabatti.
Teresa, donna irrisolta come lei stessa confessa, scava senza riserve nel suo passato iniziando dall'infanzia trascorsa tra Orbetello e la lussuosa villa di Pozzarello, sull'Argentario. Figlia dell'illustre primario di chirurgia all'ospedale di Orbetello, Lorenzo Ciabatti e di Francesca Fabiani, una bella dottoressa romana e una figura davvero interessante nella storia, Teresa è un bimba capricciosa abituata ad essere agevolata in tutto in quanto figlia del Professore. Considerato da tutti un benefattore, da alcuni addirittura un "santo", Lorenzo Ciabatti è una figura tanto rilevante quanto ambigua. 

"Mio padre era un calcolatore, vendicatico, amante del potere. C'è stata un'epoca in cui all'ospedale di Orbetello comandava solo lui, e nessuno osava contrastarlo".

Uomo potente non solo per il ruolo che ricopre in ospedale ma soprattutto per le sue "amicizie politiche" che compaiono qua e là nella narrazione, il padre di Teresa è un uomo enigmatico e sfuggente con una predilezione per questa figlia che cresce nell'idea assoluta di essere la più amata. Costantemente accontentata, Teresa diventerà sempre più capricciosa e indisponente. Quando i genitori si separano, Teresa torna con la madre e il fratello a Roma. Qui non è più la figlia del professore, ha perso completamente il suo status. Dopo il trasferimento iniziano a venire meno anche le risorse economiche, l'adorata villa sull'Argentario viene venduta. Negli anni successivi il padre perde misteriosamente quasi tutto il suo patrimonio, ai figli non resterà praticamente nulla. Teresa non è più la più amata, ma è mai stata la più amata? Ingrassa, è sempre più irritante, il rapporto con il padre si lacera. Anni dopo maturerà le sue domande su chi fosse realmente Lorenzo Ciabatti. 

" Chi era quest'uomo che ha deciso di toglierci tutto?"

Chi era Lorenzo Ciabatti Teresa se lo chiederà in continuazione nel libro e sarà proprio grazie alla madre e a tutto ciò che aveva conservato che, dopo la sua morte, riuscirà a mettere ordine nella storia della sua famiglia, collocando eventi, fatti e personaggi nel suo groviglio di ricordi.
Un racconto vero e crudo, quello di Teresa. Una narrazione forte che arriva al lettore a volte come un pugno allo stomaco e colpisce per il coraggio di una donna che racconta se stessa scavando nel suo passato senza filtri, nel tentativo di capire e di capirsi.
Un libro inizialmente di non facile lettura ma intenso come solo alcuni libri sanno essere. Ne ho apprezzato l'onestà, il disincanto e quel voler vivisezionare fatti famigliari non semplici da raccontare per nessuno, tradimenti, egoismi portati all'eccesso, amicizie scomode e denaro, tanto, troppo.   
Ammettendo che esista, non ho trovato la "perfezione narrativa" di cui parlavo all'inizio ma la storia di una donna, mia coetanea, che mi ha emozionata. 
Lettura che consiglio. Il mio voto 4 stelle su cinque.


Alla prossima recensione.



Note sull'autrice:

Teresa Ciabatti è nata e cresciuta a Orbetello, attualmente vive a Roma. I suoi romanzi sono: Adelmo, torna da me (Einaudi Stile libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), La più amata (Mondadori). Collabora con "Il Corriere della Sera" e con "la Lettura".

Recensione "Dopo lunga e penosa malattia" di Andrea Vitali

domenica 28 maggio 2017

Titolo: Dopo lunga e penosa malattia
Autore: Andrea Vitali 
Pubblicato: 2010
Editore:Garzanti
Genere: Giallo
Pagine: 176
Cartaceo: €14,60

Trama:

È la notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un’urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c’è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono.
Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull’altra sponda del lago di Como…
 
La mia recensione: 

Iniziare a leggere Vitali partendo dall'unico giallo della sua produzione non è sicuramente il modo migliore per apprezzare un autore come questo.
La storia si svolge a Bellano, un paese sul lago di Como, e vede protagonista principale il dottor Carlo Lonati. In una piovosa notte di novembre il medico viene chiamato per un'urgenza a casa del notaio Galimberti, suo vecchio amico, ma una volta giunto dovrà purtroppo constatarne il decesso per infarto. La morte del notaio suscita nel dottor Lonati, anche lui malato di cuore come l'amico, una serie di riflessioni e alcuni strani accadimenti, in modo particolare il singolare necrologio che il dottore troverà affisso in paese il giorno successivo al decesso, insinuano nella sua mente un dubbio riguardo alle cause della morte.
Con l'aiuto della figlia di Galimberti, l'anziano medico inizierà ad indagare con i pochissimi elementi di cui dispone portando alla luce le falsità che circondano la morte dell'amico.
Malgrado l'empatia immediata che ho provato nei confronti del protagonista, questo libro non mi ha del tutto convinta. La storia è semplice e lineare e non si può non parteggiare per questo medico di paese che, nonostante sia affetto lui stesso da "penosa malattia", porta avanti praticamente da solo l'indagine. Si tratta di un piccolo libro con capitoli brevi forse per aumentare il senso di tensione nella narrazione, tuttavia la lettura mi è parsa a tratti lenta e ho avuto spesso la sensazione di essere circondata dalla nebbia del lago, come il dottor Lonati durante il suo peregrinare alla ricerca della verità. 
La parte che mi ha deluso maggiormente riguarda il finale che rimane sospeso e aperto quindi all'interpretazione del lettore. L'atmosfera dell'intera storia più che un giallo ricorda un noir sufficientemente riuscito se si esclude appunto la fine. Nonostante l'impatto con Vitali non sia stato dei migliori non limiterò le mie letture a questo libro, tutt'altro. La produzione dell'autore è davvero ampia e conosco per fama il suo stile ironico. Non lasciatevi quindi condizionare dalla recensione a questo libro che rimane unico nel suo genere tra i suoi lavori. 
 
Il mio giudizio è tre stelle su cinque.

Alla prossima recensione!


Note sull'autore:

Figlio di Edvige ed Antonio Vitali, entrambi impiegati comunali, è nato e cresciuto a Bellano, sulla sponda orientale (quella "lecchese") del lago di Como, con altri cinque fratelli. Dopo aver frequentato quello che lui stesso definisce «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, rinuncia alle sue inclinazioni verso il giornalismo e, per soddisfare le aspirazioni paterne, si laurea in medicina all'Università Statale di Milano nel 1982. Sposato con Manuela, da cui ha avuto il figlio Domenico. Vive da sempre nel suo paese natale e, nonostante dichiarazioni rilasciate nel 2008, abbandona la professione medica nel 2014 per dedicarsi alla scrittura .
Il suo ultimo lavoro è "A cantare fu il cane" del 2017 edito da Garzanti.

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